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Tartaruga Marina Verde

Scritto da divemania in data 06/10/11
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La Chelonia mydas (Linnaeus, 1758), comunemente nota come Tartaruga verde, è una tartaruga marina della famiglia Cheloniidae.

Descrizione: Si distingue dalle altre tartarughe marine per il carapace dotato di quattro paia di scudi costali, una sola placca prefrontale sulla testa, che è robusta, voluminosa ed arrotondata, la punta del becco corneo della mascella superiore non ricurvo ad uncino e gli scudi del carapace mai embricati.
Il maschio si distingue dalla femmina per la coda più robusta (più larga e lunga) e le unghie degli arti anteriori più lunghe.
La colorazione della corazza è bruno-olivastra, con striature e macchie gialle o marmorizzate. I giovani sono più uniformemente bruno-olivastri, con gli arti bordati di giallo. L'adulto è lungo fino a 140 cm. circa, per un peso che può raggiungere i 500 kg.

Biologia: Il suo stile di vita è simile a quello della tartaruga comune (Caretta caretta), dalla quale differisce soprattutto per le imponenti migrazioni, anche di 2000 km, che a migliaia gli adulti compiono in gruppo spostandosi dalle zone dove sostano per cibarsi a quelle di accoppiamento e ovodeposizione. È ritenuta la più adatta al nuoto tra le tartarughe viventi.

Alimentazione: Si nutre prevalentemente di fanerogame marine e per questo la si rinviene soprattutto in aree ricche di praterie sommerse.

Riproduzione: La stagione riproduttiva va da luglio a marzo. La femmina si accoppia e depone le uova ogni 2-3 anni: sulla spiaggia, scava con le natatoie 5-7 buche nelle quali, ad intervalli di 10-15 giorni, depone circa 100 uova a guscio bianco e molle, per un numero complessivo stagionale di circa 500 unità. L'incubazione dura 50-60 giorni, in dipendenza delle condizioni climatiche. Si calcola che solo un neonato su 500 riesca a raggiungere la maturità sessuale.

Distribuzione e habitat: La specie è cosmopolita di mari tropicali e subtropicali. Vive in acque pelagiche e costiere, in vicinanza delle barriere coralline e di coste sabbiose, dalla superficie fino a 30-40 metri di profondità.

È presente anche nel Mediterraneo, con alcuni siti di nidificazione concentrati soprattutto nella parte sud-occidentale

Nel 2009 stati rinvenuti, seppur pochissimi esemplari, anche nelle coste italiane, precisamente nel Golfo di Manfredonia e in Sardegna non lontano da Castelsardo.

Stato di conservazione: Specie molto rara, ad alto rischio d'estinzione.

Fonte Testo: Wikipedia

 

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