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Camera Iperbarica

Scritto da divemania in data 14/12/10
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Una camera di decompressione è un apparato in grado di sopportare la pressione di aria al suo interno (iperbarica: pressione superiore a quella atmosferica) e che permette di ospitare persone che abbiano la necessità di essere sottoposte ad un trattamento iperbarico di decompressione nel caso di subacquei o di terapia iperbarica nel caso di pazienti affetti da diverse patologie. Deve il suo nome al fatto che la sua invenzione è derivata dalla necessità di effettuare le soste di decompressione da parte dei palombari, in seguito ha assunto altri nomi a seconda dell'utilizzo, camera di ricompressione, camera per terapia iperbarica o camera iperbarica, quest'ultimo è il nome tecnico fisico dell'apparato e viene così denominata ufficialmente. 

L'inventore

La camera di decompressione venne inventata nel 1916 da Alberto Gianni, noto palombaro della SORIMA, dopo una grave embolia, e soprattutto stanco di dover fare le lunghe soste di decompressione in acqua, alla quale erano costretti tutti i palombari all'epoca dopo avere superato i limiti di non decompressione. Inizialmente il Gianni la chiamò cassa disazotatrice, in seguito venne chiamata cassa di decompressione e poi assunse il nome definitivo attuale.

La società Draeger, una delle prime aziende produttrici di attrezzature e sistemi di respirazione e di sicurezza per l'industria mineraria e poi subacquea in seguito presentò il primo modello di serie.

 

Caratteristiche

Consiste in un involucro cilindrico generalmente di metallo, ma anche in materiale acrilico trasparente o tessuto, e resistente a seconda delle tipologie alle medie o alte pressioni, chiuso da portelli ermetici e collegato a bombole di aria compressa respirabile e ossigeno ed eventualmente altro gas, (Elio), che viene immesso per generare una pressione differente da quella atmosferica e per permettere la respirazione all'interno. I modelli utilizzati presso i centri iperbarici sono in grado di ospitare numerose persone ed hanno ambienti separati ma collegati, per consentire il passaggio di pazienti e/o personale medico dal'interno verso l'esterno e viceversa permettendo la compensazione degli ambienti. Sono quindi stazioni fisse e di grandi dimensioni e con strumentazione di gestione e monitoraggio molto sofisticata, che comprende sistemi di comunicazione audio video. In certi casi può essere allestita una vera è propria sala operatoria, per delicati e particolari interventi, e nel caso si tratti di intervenire su un embolizzato con traumi e ferite causate durante una immersione

Vi sono poi modelli portatili monoposto o a due posti che trovano sistemazione a bordo di imbarcazioni, furgoni, elicotteri ed aerei alcune sono direttamente equipaggiate con sistema di traino omologato e quindi carrellabili e trainabili dai mezzi di soccorso e/o ambulanze che permettono il recupero di embolizzati ed il relativo trasporto presso il centro e successivamente il trasbordo nella camera iperbarica principale del centro tramite le flangiature di connessione e successiva compensazione della pressione. Sono stati costruiti e sono attualmente commercializzati anche modelli di camera di decompressione flessibili e portatili, realizzate con tessuti non traspiranti ad altissima resistenza, e chiusura con cerniera stagna del tutto simile a quelle delle mute subacquee speciali.

Molto utili per essere trasportate ovunque, vengono utilizzate per poter effettuare terapie iperbariche a domicilio e talvolta per immersioni esplorative in ambienti carsici molto vasti e poco accessibili. Queste ultime hanno un prezzo molto competitivo e sono una soluzione alternativa molto valida soprattutto nel caso di emergenze dove non vi siano centri iperbarici o non sia possibile trasportare il paziente.

Spesso i termini camera di decompressione, camera di ricompressione o camera per terapia iperbarica o camera iperbarica sono usati a seconda dell'utilizzo che di queste ne viene fatto:

  • una camera di compressione viene utilizzata per trattare, ad esempio, la malattia da decompressione dei subacquei;
  • una camera per terapia iperbarica viene utilizzata negli ospedali o nei centri iperbarici per trattare i pazienti che possono trarre giovamento da questa terapia particolare.

Nel caso dei subacquei sportivi o sommozzatori professionisti, la camera iperbarica viene usata a seguito di permanenze subacquee oltre i limiti di non decompressione, per eseguire ricompressioni e successive decompressioni, atte ad evitare rischi e complicazioni relative nel caso di mancato rispetto dei tempi limite di immersione, ed eventuali terapie iperbariche nel caso si siano verificati sintomi di malattia da decompressione e sia necessario sottoporre i subacquei colpiti da embolia gassosa arteriosa e/o traumatica (sovradistenzione ed enfisema polmonare), e comunque nei casi in cui sia richiesta una pressione differente da quella atmosferica. Consente quindi di eliminare i disagi e i rischi di una lunga decompressione subacquea in acqua, in casi di pericolo o di situazioni estreme quali quelle necessarie per immersioni professionali o attività esplorative soprattutto in acque fredde. Creata inizialmente per solo uso subacqueo, per i particolari vantaggi terapeutici, dati dalla maggior vascolarità e distribuzione di ossigeno nei tessuti in iperbaria, viene prevalentemente utilizzata ora presso strutture ospedaliere ed ambulatoriali per prestazione di terapie di vario genere quali l'ossigenoterapia iperbarica. 

Uso della camera iperbarica

Per usare una camera iperbarica in ambito sportivo e professionale per l'effettuazione di decompressioni standard non ci sono particolari limitazioni, tutte le grandi aziende di lavori subacquei, i corallari, alcuni centri di immersione e talvolta navi da crociera per turismo subacqueo operanti in località distanti dai centri iperbarici ne possiedono una. In ambito terapeutico ed ospedaliero le norme sono molto esplicative ed è necessaria la presenza di un medico anestesista rianimatore specializzato in medicina subacquea ed iperbarica ed un tecnico iperbarico abilitato. Non è quindi possibile, ed è punibile penalmente chi operi senza abilitazioni, effettuare terapie iperbariche di decompressione, soprattutto in caso di patologie traumatiche o di insorgenza di particolari complicazioni, vedi stati di incoscienza o vie aeree ostruite, e di rischio di decesso del paziente, proprio perché in certi casi è necessario assistere gli embolizzati ed i pazienti all'interno e nel caso all'esterno della camera prima, durante e dopo i trattamenti, con strumentazioni medico/ospedaliere, defibrillatori, rianimatori etc., e gestione generale dell'emergenza possibile per legge solo a personale medico e paramedico. 

Precauzioni

Per le immersioni sportive fuori curva di sicurezza di medio/alta profondità, ca 30/50 metri i tempi di insorgenza di eventuale embolia, o MDD, sono abbastanza lenti ed è possibile quindi raggiungere un centro iperbarico nel giro di alcune ore senza particolari complicazioni. Nel caso di trasporto presso il centro iperbarico con mezzi aerei, il volo deve essere tenuto a bassa quota, per la diminuzione progressiva di pressione atmosferica verso le alte quote e relativo rischio di accelerazione dell'insorgere di embolie.

Nel caso di sospetto di malattia da decompressione e di insorgenza di sintomi di embolia il paziente, in attesa di raggiungere il più vicino centro iperbarico o di arrivo dei soccorsi, deve essere posizionato in decubito laterale sinistro e con le gambe sollevate di ca 30 gradi nei confronti della testa, possibilmente deve essere somministrato ossigeno puro, il quale facilita l'eliminazione dell'azoto in eccesso, che è causa di rischio di MDD.


info:Wikipedia.org

Per i possessori di iPhone, iPod touch e iPad disponibili da subito i contatti delle camere iperbariche italiane scaricando l'applicazione Divemania.it

Immergersi responsabilmente abbassa notevolmente i rischi di malattie da decompressione.

 

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